Le Troiane
diario di uno spettacolo a Teatri Uniti

Le troiane

Video-racconto dello spettacolo
in attesa della messa in scena dal vivo a maggio 2021

Il video sarà pubblico il 29 dicembre alle ore 21.00

Progetto a cura di TeatroGruppo Popolare, con il contributo di Comune di Como, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio Como-Lecco.

Queste le Compagnie in ordine di entrata in scena:

  • TeatroGruppo Popolare
  • Anfiteatro
  • Collettivo danza Kun
  • Teatro in centro
  • Attivamente
  • Teatro Città Murata
  • Equivochi e Collettivo danza Kun
  • Il giardino delle ore
  • Mumble Teatro e Gaidaros Teatro
  • TeatroGruppo Popolare
  • Teatro fra le nuvole e Stefano Dragone
  • Fata Morgana e Luminanda
  • Ibuka Amizero
  • Stefano De Luca
  • Tutti gli attori e i partecipanti al progetto

Marzo 2020

Chiamata a raccolta delle Compagnie teatrali comasche

Non è la prima volta che un virus minaccia la nostra esistenza, ma è la prima volta che il genere umano risponde con queste modalità generalizzate, seppur non cronologicamente compatte. È molto probabile che la globalizzazione sia complice della diffusione del virus ma è nel contempo alleata nella diffusione delle risposte. Ora però occorre pensare a queste risposte oltre che in termini di chiara resistenza anche di resilienza, occorre cioè progettare il futuro, cominciare davvero a distinguere in senso pasoliniano sviluppo da progresso, comprendere che il processo che ha portato a scacciare un virus dal proprio habitat obbligandolo a fare il “salto di specie” è un percorso arrestabile, e che il progresso – appunto – deve essere raggiunto in altro modo, salvaguardando salubrità e felicità dell’essere umano. Ripensarsi e riprogettare la società è il compito che deve assumere ciascuno.

Quando torneremo per le strade avremo di nuovo e di più la voglia di abbracciarci, o il trauma avrà agito così nel profondo che l’altro corpo sarà considerato il nemico del nostro corpo e questa “distanza sociale” sarà introiettata e considerata più o meno inconsciamente una condizione normale del vivere? Del resto la prossemica, conosciuta per mestiere ai teatranti, ci ha insegnato che le distanze tra un essere umano e l’altro variano da luogo in luogo a seconda della cultura che le ha elaborate. In questi giorni stiamo imparando che la distanza ci salva la vita, un metro è il minimo consentito d’avvicinamento. Ma è una distanza in cui si può amare? in cui si può restare senza sentirsi soli? e varrebbe ancora la pena con tale distanza considerarci una società?

Il teatro ha ed è una grande risposta, perché per sua natura è cultura e partecipazione in senso stretto, perché è la forma di comunicazione sociale più antica e paradossalmente sempre nuova. E perché questa accezione non sia vanificata rimanendo una seppur lodevole manifestazione di pensiero e diventi attuazione progettuale occorre chiamarsi a raccolta.

Le Compagnie comasche devono, senza rinunciare alla loro identità, agglomerarsi in un progetto unitario. Questa è la risposta che siamo tenuti a dare. Far fronte unico, pur nelle diverse interpretazioni del senso della scena, con un progetto che le veda unite nell’affrontare culturalmente il futuro, sperimentando anche in forma basica lo stare insieme intorno a un prodotto teatrale.

Uniamo tutti i teatri, per una volta. Ci mettiamo insieme tutti quanti, tutte le compagnie comasche, e non solo perché c’è il corona virus, ma perché c’è necessità di orientare il futuro a proteggere la bellezza del vivere comune, perché non è vero che la bellezza salverà il mondo ma è vero che il mondo deve salvare la bellezza. Proviamo a pensare il domani anche in un modo nuovo, non definitivo, non per sempre, ma almeno per cominciare a elaborare nuove e diverse possibilità.

Le troiane è un buon pre/testo, per la valenza culturale (ha attraversato i secoli accompagnato mano nella mano da Euripide), la valenza sociale (un inno alla riflessione sulla guerra e alle modalità di impostazione della pace), e per la possibilità che offre, essendo diviso in quadri molto distinti tra di loro, di poter essere suddiviso tra le varie Compagnie.

Perché il progetto è proprio questo: affidare una scena a ciascuna Compagnia perché ne curi l’allestimento con i propri registi e attori e, dopo aver concertato di comune accordo scenografia e costumi, le scene siano assemblate in un unico spettacolo da offrire alla popolazione.

Ci stiamo muovendo affinché il progetto sia finanziato e possa contribuire a far sì che chi lo partecipa possa averne un ritorno economico (stiamo ragionando intorno alle mille euro per gruppo), anche se questo ovviamente non è che un aspetto del lavoro comune.

Ci stiamo muovendo altresì per unire intorno al progetto anche le realtà industriali e artigiane del territorio (seterie tra le prime) che possano finanziare anche “affettivamente” il progetto, come segno di coesione sociale.

Il progetto potrà cominciare a muovere materialmente appena terminata l’emergenza sociale, nel frattempo chiediamo a tutte le Compagnie comasche intenzionate a partecipare al progetto di darcene conferma in tempi brevi in modo da poter agire con tempestività, rafforzati dal numero e dalla qualità.

 

Per TeatroGruppo Popolare
Giuseppe Adduci

 Aprile 2020

Da wikipedia
C’è un fatto che differenzia le Troiane dalle altre tragedie antimilitariste di Euripide. Piuttosto che una generica condanna della guerra, vi è infatti un chiaro riferimento ad un preciso atto bellico compiuto da Atene pochi mesi prima. Nel 416 a.C., in piena guerra del Peloponneso, Atene aveva chiesto all’isola di Melo (oggi Milo) di aderire alla lega delio-attica, sottomettendosi così alla dominazione ateniese. I meli avevano rifiutato, perché erano una colonia spartana e perché erano indipendenti da 800 anni. Avevano però offerto ad Atene la loro neutralità nella guerra e la possibilità di intrecciare rapporti di amicizia. Gli ateniesi, temendo che un atteggiamento troppo morbido verso Melo potesse dare un’impressione di debolezza alle poleis alleate e nemiche, avevano infine attaccato l’isola, passando per le armi i suoi uomini e vendendo come schiavi le donne e i bambini. Il sacco di Melo aveva sconvolto la coscienza civica ateniese e generato numerosi interrogativi. Pochi mesi dopo, Euripide mette in scena, davanti agli stessi autori di quell’atto, un’opera che ripropone la stessa situazione che si era creata a Melo: tutti gli uomini sono stati uccisi, e le donne e i bambini vengono ridotti in schiavitù. Al tragediografo va riconosciuto il coraggio di aver rappresentato un’opera che criticava in maniera chiara e molto dura lo spietato imperialismo della sua città.

Noi siamo Atene e Milo contemporaneamente, vinti e vincitori, questi ultimi che passano per le armi, vendono le donne come schiave, e i bambini. Ci comportiamo con la natura e con la società allo stesso modo, e ci ritorna la tragedia stessa dei nostri comportamenti, la natura – il resto da noi – soffre e ci attacca, attacca il nostro modo di intendere la vita, con Pil e Borsa valori. Dobbiamo ripensarci, rifondarci, rielaborare il nostro modo di stare insieme e di stare al mondo. L’economia non può governare il mondo, o quantomeno non lo può governare in questo modo.

Il terrore è che usciti da qui tutto ricominci come prima. Trump ha appena cancellato la legge sulle limitazioni di emissioni dannose delle auto, (ci sta pensando anche la Cina) e questo forse risolleverà un poco le sorti economiche del suo paese ma presto ci costringerà ad affrontare un nuovo virus, un nuovo pericolo sempre più decisivo e letale.

Compito del teatro è mostrare le piaghe, compito della politica è sanarle, il più definitivamente possibile. Come artista evidenzio, come intellettuale propongo, come politico agisco.

G. A.

 Aprile 2020

In questa fase raccogliamo le adesioni. A questo proposito suggeriamo a chi non facesse parte in modo stabile di una Compagnia di avere comunque un gruppo di riferimento, facilitando così le modalità di lavoro.

Successivamente chiederemo a coloro i quali si occuperanno della regia dei vari “quadri” un incontro in cui: si suddivideranno le scene, si stabilirà quale traduzione de Le Troiane adottare, si definiranno linee guida generali della messa in scena (ma non tali da snaturare il processo creativo di ciascuno), si ideerà una scenografia che sappia accogliere tutti i diversi frammenti, si stabiliranno tempi di effettuazione.

Questo incontro si svolgerà al più presto, non appena ci sarà concesso incontrarci per la fine dell’emergenza covid19, verosimilmente i primi di maggio.

Una prova generale e una messa in scena davanti al pubblico, tra novembre e dicembre 2020, auspicabilmente al teatro Sociale, del quale chiederemo presto la disponibilità, sia in termini di ospitalità che di partecipazione attiva.

La messa in scena dovrà considerarsi un evento, tuttavia ripetibile a seconda dei risultati raggiunti e della volontà dei partecipanti. Esportare l’evento sarà definibile a seconda dei costi e della volontà suddetta.

L’evento potrebbe in ogni caso costituire un appuntamento fisso delle Compagnie per nuove creazioni artistiche, magari biennali.

Nel frattempo ci stiamo muovendo per trovare il sostegno economico per il progetto, sicuri di trovare interessamento, che sarà più importante a seconda del numero dei partecipanti.

G. A.

 Aprile 2020

Buongiorno. Il 25 aprile in occasione della “giornata di teatro civile” che organizziamo da sei anni, abbiamo deciso di dedicare la giornata alla poesia civile e nell’impossibilità di fare altrimenti di agire quei mezzi che ci offre la tecnologia, quelli che conosciamo o che giocoforza il momento ci spinge a conoscere. Quindi: momenti di poesia civile sul web.

In attesa della condivisione delle Troiane, ho pensato che come “segno” iniziale sarebbe bello se ciascuno di voi intervenisse videoregistrando una poesia a carattere “civile” e ce la inviasse perché la pubblicassimo in quell’occasione. Posso banalmente suggerire Brecht, visto il facile aggancio poesia-teatro, ma mi piacerebbe foste liberi di scegliere a vostro piacimento, secondo la vostra sensibilità e il vostro gusto. Soltanto nel momento in cui ricevessi “doppioni” vi chiederei di pensarne una diversa.

Mi auguro vogliate condividere tra tutti questa occasione.

G.A.

Aprile 2020

Teatranti, voglio ringraziarvi personalmente per aver dimostrato, con la Poesia Civile, quanto e come sia possibile lavorare insieme. Vi ringrazio per la qualità e lo spessore del vostro contributo. Il lavoro compiuto rafforza il peso “politico” con il quale possiamo mostrarci in questo momento difficilissimo per il teatro (e purtroppo non solo per il teatro), la potenza contrattuale che assumiamo nel proporci a chi deve delle risposte alla nostra esistenza in vita, come soggetto intellettuale culturale sociale e artistico. Sarebbe stata sufficiente la partecipazione a sottolineare il segno con cui vogliamo incidere il futuro, ma in più, inequivocabile, c’è stata un’emozionante bellezza, diversa, identitaria di ciascuno, profonda, segno che non è la bellezza che deve salvare il mondo ma il mondo (e insieme ne facciamo parte costruttivamente) deve salvare la bellezza.

G.A.

Maggio 2020

Cari tutti, penso che lunedì venturo 8 giugno alle 10.30 potremmo incontrarci con i responsabili di progetto Le Troiane, pur dotati di mascherine e distanze sociali rispettose. Potremmo trovarci presso lo spazio all’aperto messo a disposizione da Stefano… previo suo consenso, ma in considerazione del fatto che danno brutto tempo conviene ci si trovi nella sede della Piccola Accademia di via Castellini 7, a Como.

Nell’incontro decideremo insieme le modalità di regia e quanto occorre per approntare lo spettacolo, prevedibile per dicembre. 

Qualcuno di voi conosce la mia proposta di aprire le prove al pubblico e di dargli la maggior pubblicità possibile. Il fine è quello comune a tutti noi di far intendere il teatro come bisogno quotidiano, come necessità, come lo hanno inteso quelli che prima e durante noi lo hanno intrapreso in questo senso, dal Living a Barba, che debba considerarsi al pari dell’erogazione dell’acqua nelle case, dei trasporti urbani, delle mense scolastiche. E credo che il teatro non sia solo il momento dello spettacolo, ma tutto quanto vi attiene e con lo stesso valore: ideazione progettazione prove allestimento messinscena…

Per questo vi chiedo che la gente assista alle prove di ciascun gruppo, al lavoro che porta alla messa in scena e a quello che con la messa in scena non centra; chiedo di invitare la gente a frequentare lo spazio teatro come spazio sociale, relazionale, che non è esaurito nella messa in scena ma si distende nel quotidiano fino a toccare e fondersi con un altro quotidiano, all’infinito. Il teatro è necessario, non solo a chi lo fa o a chi lo riceve direttamente, ma anche a chi ne viene toccato e nemmeno lo sa.

Più di quarant’anni fa ho visto Giulia Lazzarini guidata da Strehler fare un ineguagliabile Ariel, e questo non mi ha proposto e insegnato solo l’idea della leggerezza nel teatro ma anche e soprattutto l’idea della leggerezza nel vivere. Per questo penso che il teatro entri nelle case come l’acqua, cammini per le strade come una fitta rete di trasporti urbani, sia cibo come in una mensa scolastica.

Ma di questo, se vorrete, parleremo durante l’incontro, in cui potremmo eventualmente prevedere qualcosa da fare insieme per il 15, giorno della riapertura ufficiale dei teatri

G.A.

Giugno 2020

La volontà di cooperazione tra le compagnie comasche si è evidenziata a partire con la partecipazione individuale alla Giornata di Teatro Civile con l’invio di video poesie per la manifestazione in programma, quindi ancor più significativamente con la programmazione e la conseguente attuazione dell’incontro in piazza Verdi, dove i numerosi teatranti hanno potuto esprimere il loro desiderio di essere presenti con forza nel panorama culturale, cittadino e non.

Questo era stato già anticipato dalla bella iniziativa della “palestra degli attori”, in cui varie individualità sono convenute nel desiderio di crescere insieme e nel proporre almeno parzialmente la propria identità.

L’ 8 giugno 2020, si sono raccolte insieme numerose compagnie teatrali per definire alcuni principi guida della loro cooperazione.

Si è stabilito di iniziare a prendere confidenza con il testo delle Troiane di Euripide in attesa di avere la conferma di una copertura economica del lavoro che verrà effettuato per la messinscena da parte di ciascun gruppo.  Notizie in merito alla copertura economica si potrebbero avere nell’arco di un mese.

Lo spettacolo dovrebbe essere messo in scena presso il teatro Sociale il 18 dicembre 2020, se le condizioni dettate dal seguito coronavirus lo consentiranno.

Ci si incontrerà con i registi o responsabili di progetto per definire la scena di appartenenza, il senso artistico del lavoro e le modalità generali di intervento: epoca in cui situarlo e da ciò scenografia e costumi.

Le scene prese in considerazione da ciascun gruppo potranno essere fedeli al testo originale oppure essere rielaborate a seconda degli intendimenti e dalla poetica della compagnia che le adotta. Potranno essere altresì aggiunte scene che arricchiscano il contenuto dell’opera.

Altre iniziativi sono auspicabili sia prima che dopo l’evento delle Troiane, al fine di rafforzare l’esistenza culturale di una città che ha bisogno di palesare con evidenza le proprie capacità in tale direzione.

G.A.

Giugno 2020

Tre piccole necessità:

1. http://www.miti3000.it/mito/biblio/euripide/troiane.htm  Questo è il link per accedere a una traduzione de Le Troiane che trovo particolarmente azzeccata, per la semplicità del linguaggio, che deve risuonare in bocca agli attori senza imbarazzi dovuti all’eccessiva ampollosità. Naturalmente potrete invece adoperare qualunque altra versione vogliate. Nel frattempo comunque mi muovo per i diritti di traduzione. (Per quanto riguarda la divisione delle scene la vedremo, come anticipato, al nostro incontro de visu con i responsabili di compagnia o con chi si occuperà della messa in scena non appena sarà possibile, e con i numeri certi delle presenze).

2. Mi serve una dichiarazione di partecipazione al Progetto Le Troiane (lo chiamiamo semplicemente così) da parte di tutti, come Compagnia o individuo, poco importa. Bastano poche righe, meglio se in carta intestata, anche esclusivamente formali. Questo come immaginate mi dà forza di rappresentanza rispetto alle porte cui busso. 

3. Aspetto con una certa urgenza le videoregistrazioni della poesia (letta o a memoria, non importa) a carattere civile che già vi anticipavo. Non ha nulla a che vedere direttamente con il progetto de Le Troiane, ma costituirebbe comunque un segno importante per la cittadinanza e non solo. Faranno parte della Giornata di teatro civile, che quest’anno andrà in scena giocoforza on line, e vedrebbero per la prima volta la collaborazione di così tanti tra di noi.

Alle nuove

G.A.

Luglio 2020

Siamo abituati a pensare in termini di che cosa il teatro possa fare per gli altri e non cosa possono fare gli altri per il teatro, ma in questa fase occorre anche richiamare l’attenzione intorno alle necessità di base di chi il teatro lo pratica. In quest’ottica penso che lo spettacolo possa essere una sorta di urlo perché chi ne ha la possibilità giri lo sguardo verso chi attraverso arte e della cultura esprime bisogni e sogni dell’essere umano.

Così, attirando lo sguardo verso di noi avremo la possibilità di raccontare la preoccupazione che il dopo significhi semplicemente ristabilire lo status quo, progettare il futuro in termini di passato, mentre abbiamo necessità di un serio pensamento sulle modalità del nostro vivere in comune, immaginandolo in termini di felicità e non di Pil. Euripide ne Le troiane mostra ai concittadini, e con essi a chi li governa, che cosa loro stessi abbiano appena compiuto: massacro, violenze, stupri e soprusi. Nient’altro che questo, lasciando alla politica il compito di rispondere alla domanda che giocoforza si leva dalle bocche dei cittadini: Perché?

Il nostro compito credo che sia quindi quello di mostrare coesione, e attraverso questa lo scempio che come civiltà abbiamo compiuto nei confronti della natura e della nostra stessa vita. Nella peggiore delle ipotesi, dovessimo farlo a porte chiuse, credo che questo grido possa raggiungere le orecchie di molti, moltissimi, che unendosi al grido prospetterebbero un avvenire diverso, primo tra i compiti del teatro, anche quello che non ha volontariamente scopi civili. Camminiamo sulle spalle di uomini come Sepulveda, per cui è stato possibile pensare che il mondo può e deve vivere in termini di solidarietà e non di consumo.

G.A.

Luglio 2020

Ci vediamo con i registi o i responsabili di gruppo per definire le modalità generali d’approccio a Le Troiane, giovedì 16 luglio alle ore 21 alla Piccola Accademia di Via Castellini 7 a Como. Mi auguro che possiamo esserci tutti. A presto,

G.A.

Luglio 2020

Nell’incontro di ieri abbiamo preso alcune decisioni e avanzato ipotesi che possiamo così riassumere:

il testo viene suddiviso, pur se in modo relativamente anomalo in dieci parti (tante le Compagnie che hanno parte recitante – 9 più un eventuale gruppo misto – a cui si aggiunge una compagnia di teatrodanza che non abbisogna di testo). Queste parti, che troverete contraddistinte da numeri romani in rosso nel testo allegato, sono al vaglio delle Compagnie, che esprimeranno nel più breve tempo possibile le loro preferenze. Tenendo conto nella misura del possibile di tali preferenze sarà quindi assegnata loro la parte da agire. Hanno già espresso la loro preferenza i gruppi di Ibuka Amizero (la parte X), Fata Morgana/Luminanda (la parte IX), Collettivo danza Kun si occuperebbe di fare un preambolo in grado di riassumere l’atmosfera generale introduttiva e di accompagnare la scena di Ecuba e Cassandra (IV o V), Anfiteatro precederebbe il tutto con un testo autonomo ma aderente alla vicenda. Miriana Ronchetti di Orizzonti inclinati dà disponibilità a aiutare eventualmente altri gruppi non avendo a disposizione propri attori. Giampiero Liga di Teatro fra le nuvole si mette a disposizione in qualità di attore, così come Stefano Dragone, Laia come attrice e danzatrice, Ermanno Stea di Teatro Brigante come esecutore di pantomima; Cinzia Severino aveva già dato la sua disponibilità a eventualmente coreografare gli interventi. TeatroGruppo Popolare cucirà alcune scene con brevi incursioni.

Il tempo suggerito per ogni scena ci sembra ragionevole essere di circa 7/8 minuti ciascuno. Ovviamente ci sono scene più lunghe e scene più corte, più veloci e meno veloci di cui dover tener conto.

L’ambientazione temporale proposta è stata quella di una dimensione extra-tempore, “sospesa”, così come lo stato attuale determinato dal Covid.

I costumi, che ovviamente dovranno tenere conto di tale dimensione, non sono ancora stati determinati; anche in questo senso cerchiamo di contattare chi se ne occupa in modo capace e professionale.

Per la scenografia dovendo giocoforza essere agili si è pensato a qualcosa di essenziale, coinvolgendo Olo creative farm per quanto riguarda proiezioni da effettuare sul fondoscena (magari libero dal fondale), e su tre zanzariere che fungeranno da tendoni e costituiranno i luoghi scenici dei vari gruppi alternati.

Per settembre si è pensato di organizzare una lezione di grecità e tragedia con qualcuno di competente. Riccardo Mini ha già trovato la disponibilità di un’insegnante in gamba.

E un seminario tenuto da Laura Curino o eventuali altri.

Le Compagnie aderenti:

  • TeatroGruppo Popolare
  • Anfiteatro
  • Attivamente
  • Collettivo danza kun
  • Equivochi
  • Fata Morgana/Luminanda
  • Ibuka amizero
  • Il giardino delle ore
  • Mumble
  • Teatro Città Murata
  • Teatro fra le nuvole – Teatro Orizzonti inclinati – Teatro Brigante
  • Teatro Incentro
  • Singoli: Giampietro Liga, Stefano Dragone, Laja Pietrangeli, Miriana Ronchetti, Cinzia Severino, Ermanno Stea

Aspetto le vostre preferenze, in modo che possiamo determinare in tempi brevi il brano di riferimento. A presto.

G.A.

Luglio 2020

Nell’incontro di ieri si sono ribaditi alcuni punti e ne sono scaturiti di nuovi. Tra questi ultimi il più importante è quello, sempre rimasto latente e ora ben manifesto, di pensare il lavoro come ciò che in realtà è, cioè a dire un insieme di attori che decide, ciascuno secondo le sue intenzioni e la sua struttura poetica, di occuparsi della messinscena de Le Troiane, con l’intento di far sentire la presenza del teatro attivo e al servizio della comunità.  Rendendo palese questo al pubblico si avrà modo di poter elaborare ciascun gruppo il brano di appartenenza con ampia libertà, trasparendo in prima istanza il gioco teatrale. Le Troiane da Euripide anziché Le Troiane di Euripide, quindi. Questa chiave di lettura sarà consegnata al pubblico, oltre che con un minimo di testo che ne accompagni l’evidenza, semplicemente occupando inizialmente la scena tutti quanti e mantenendovi la presenza a vista ai margini pur durante il lavoro degli altri.  A proposito di questo ho la necessità di conoscere il numero degli attori di ciascun gruppo, in modo che possiamo adempiere alle regole di distanziamento sociale (brutta terminologia!) determinate dal momento; cosa che evidentemente impronterà di sé l’intera messinscena, come tutte quelle a venire finché durerà questa fase.

Il finale, come era già ventilato ma a questo punto ancora più necessario, vedrà distribuiti in scena tutti quanti con un semplice brano di chiusura congruente con quello iniziale, o/e un brano musicale.

I costumi saranno espressione della volontà del gruppo, quindi diversi tra di loro, e cercheremo un’eventuale riconoscibilità e rintracciabilità del medesimo personaggio nelle diverse scene in altro modo. Rimane vivo nella scelta il consiglio di avere come riferimento una certa neutralità e atemporalità.

Al progetto apparterrà anche il gruppo musicale dei Sulutumana, sia con brani originali che con l’adattamento di alcuni altri, e parteciperanno vivamente alla scena insieme al gruppo di TGP, che si occuperà di intervenire in due/tre momenti a “cucire” le scene. Ciascun gruppo è libero sia di avvalersi dell’apporto di tali musiche che di prospettarne altre.

La scenografia digitale è affidata a Olo Creative Farm: la proiezione sul fondale di un bosco in fiamme, la proiezione in astratto su tre zanzariere che costituiranno il punto di riferimento spaziale di ciascun gruppo.

La scaletta degli interventi dovrebbe essere questa:

  • Tutti gli attori, che entreranno e occuperanno la scena, poi potranno disporsi ai margini della stessa.
  • Anfiteatro
  • Collettivo danza Kun
  • Teatro in centro
  • Attivamente
  • Teatro Città Murata
  • Equivochi ed Collettivo danza Kun
  • Il giardino delle ore
  • Mumble e Gaidaros
  • Gaidaros e Mumble
  • Teatro fra le nuvole/Gruppo misto
  • Fata Morgana e Luminanda
  • Ikuka Amizero
  • Stefano De Luca
  • Tutti gli attori e i partecipanti al progetto

Lunedì 28 settembre, dalle 9,30 alle 13,00 terremo tutti quanti un incontro con Stefano De Luca sull’analisi del testo, cosa che tra l’altro potrebbe aiutarci a trovare addentellati comuni.

La data dello spettacolo potrebbe essere quella di martedì 29 dicembre. Fatemi conoscere a breve la vostra disponibilità perché possiamo richiederne a nostra volta quella del Teatro Sociale.  Insieme a questa vi ricordo di specificarmi il numero degli attori.

Ricordo che finora abbiamo recuperato la parte economica riservata ai gruppi (mille euro ciascun gruppo), e quella riservata alla scenografia. Per il resto aspettiamo risposte istituzionali e non.

G.A.

Settembre 2020

Venerdì mattina grazie a Stefano De Luca abbiamo fatto un altro bellissimo passo in avanti per il nostro progetto comune, tornando a immergerci nelle profondità del testo, consapevoli che tradirlo non significa cambiarne i connotati ma non comprenderlo appieno. Al più presto l’incontro sulla “grecità” che avevamo messo in programma.

Vi allego un brano musicale originale di Francesco Andreotti dei Sulutumana, cui appunto ho chiesto collaborazione per la colonna sonora. Come già detto, ciascun gruppo potrà decidere quale eventuale musica adottare o se adottarne, indipendentemente quindi da quella che vi propongo. Il consiglio è quello di cercare di restare “in linea” per evitare l’effetto patchwork. Comunque sia, Andreotti sta lavorando ad altri due brani che successivamente proporrò alla vostra attenzione.

Intanto mi urge conoscere come vi dicevo la disponibilità della data del 29 dicembre per la messinscena, (solo allora posso proporla al Sociale e capire se è libera) e il numero degli attori per gruppo presenti in scena.

G.A.

Ottobre 2020

Il progetto Le Troiane prosegue in bellezza e tra i prevedibili inciampi. In questo momento l’indisponibilità di alcuni di voi nelle date previste e la cautela che occorre tenere nei frangenti covid in relazione allo spazio di messinscena (siamo giustamente in tanti – e questo costituisce l’intrinseca bontà del progetto e anche la sua fragilità) mi fa pensare una – peraltro già programmata – deviazione di percorso.

Il progetto dovrà concludersi, almeno in prima fase, durante l’anno in corso; questo oltre che per uno naturale sfilacciamento causato dal procrastinare, anche e soprattutto per rispettare i termini che ci consentono di avere le risorse economiche richieste.

Per questo propongo che ciascun gruppo filmi il proprio lavoro e che adeguatamente montato possa dare un’idea di quello che si andrà a fare in forma prettamente teatrale in fase successiva: tarda primavera (azzardo un 14 maggio 2021) in una locazione all’aperto, con tutta probabilità l’Arena del Teatro Sociale.

Dovremo fare in modo che il video, proiettato in streaming nella data prevista del 29 dicembre 2021, abbia la maggior qualità possibile e che possa essere considerato come lavoro completo, non solo quindi trailer del lavoro successivo.

Perché troviamo insieme le migliori modalità d’azione in questo senso (un’unica locazione? Un teatro di posa? Un’ unica entità che riprende le scene e le lavora? Tempi?…) occorre un incontro con i registi o con i responsabili di gruppo. In prima istanza propongo venerdì prossimo 16 ottobre, alle ore 10 o alle ore 18.

G.A.

Ottobre 2020

Venerdì si sono spiegati i termini dell’intervento che dovremo operare per il 29 dicembre. Come sapete si è resa necessaria una videoripresa del lavoro di ciascuno per via dell’impossibilità di esserci de visu da parte di qualche compagnia e per la difficoltà enorme di mettere sul palco una cinquantina di attori contemporaneamente per via delle direttive anticovid; d’altro canto i finanziamenti sono condizionati al rispetto delle date che avevamo prospettato. In questa luce mi è parso opportuno chiedere di videoriprendere il proprio lavoro e montarlo in un tutt’uno organico che sappia raccontare, il più esaustivamente possibile, il progetto Troiane. Per far questo in modo adeguato e professionale abbiamo interpellato Olo Creative Farm che ha accolto con entusiasmo il lavoro affidatogli e ha suggerito come teatro di posa per le videoriprese il tempio voltiano (che oltre a essere un buon luogo dal punto di vista scenografico, impronta l’immagine di Como con una forte riconoscibilità). Stiamo verificando l’ipotesi di questa locazione, perché l’interno del tempio è in fase di ristrutturazione e potrebbe non terminare in tempi utili. Comunque sia troveremo un’eventuale alternativa adeguata.

La mia proposta è quella di preparare la propria scena nella sua interezza e di fare una sorta di prova aperta, con gli interventi necessari da parte del regista e l’eventuale racconto che vorrà fare sia rispetto la scena stessa che il progetto generale.  Resta inteso che anziché l’intera scena se ne possa preparare un solo frammento, anche se in questo modo consegniamo meno materiale ai professionisti della videoripresa e diamo un’idea dello spettacolo più parziale. Sto verificando con Olo la possibilità, nel caso che per qualcuno di voi risultasse particolarmente difficile essere presente nella sede e nelle date proposte, di videoriprendere da sé il proprio lavoro, ma la lascerei come ultima ratio. In questo caso immagino andrebbe definita la modalità di ripresa (che strumento è meglio usare per la compatibilità con l’insieme generale, la necessità di dare un minimo di unità scenografica, ecc.).

Le date che vi propongo per la videoripresa sono quelle di giovedì 10 e venerdì 11 dicembre. Ciascun gruppo sarà impegnato ovviamente solo una delle due date e per circa due ore ciascuno.

Si dovrà cercare da parte dei professionisti della videoripresa di fare una narrazione incisiva e completa in grado di evidenziare sia l’unità delle compagnie in uno specifico progetto sia della trama dello spettacolo Le Troiane (questo perché il risultato sia per quanto possibile godibile anche in termini “teatrali”)

Questa sorta di promo – che vorremmo fosse trasmesso on line nel sito di ciascun gruppo partecipante oltre che nei siti ufficiali quali Ciao Como, Espansione tv, La Provincia ecc., nella giornata del 29 dicembre – non vuole considerarsi in nessun modo sostitutivo dello spettacolo, che sarà invece messo in scena in termini adeguati nella tarda primavera come già proposto (14 maggio 2021).

Pensiamo di dover considerare il video come un’opportunità adeguata a raggiungere un vasto numero di persone, a pubblicizzare il progetto e a chiarirne gli scopi. Fatemi sapere presto la disponibilità della data per la ripresa.

G.A.

Novembre 2020

Vi invio una seconda musica realizzata per Le Troiane da Andreotti dei Sulutumana.  Come per quanto riguarda la precedente, ciascuno è libero di adottarla o meno. Per chiarire: anche se è stata composta pensando alla scena di Andromaca potrà accompagnare altre diverse scene, così come quella di Andromaca non deve essere giocoforza accompagnata da questa. Inoltre: va pensata come eventuale colonna sonora della giornata di teatro di maggio, non come base per il video di dicembre, in cui se sarà utilizzata sarà a opera e volontà degli operatori video (questo ovviamente per un mero discorso tecnico).

G.A.

Dicembre 2020

Dopo aver ricevuto alcune indicazioni da parte di OLO Creative Farm vi invito a realizzare un breve video in cui il regista (o chi sarà demandato dal gruppo a farlo) racconti sinteticamente il senso generale del progetto e la scena che si trova a sviluppare. Il tutto sarà montato e messo a disposizione del pubblico online nella data del 29 dicembre, che come ricorderete è quella in cui avrebbe dovuto aver luogo lo spettacolo (che invece metteremo in scena a maggio). Come vi spiegavo abbiamo bisogno per ragioni pratiche e sostanziali di mostrare la progressione del nostro lavoro e soprattutto la realtà specifica del progetto, cioè a dire la possibilità di coesione in un periodo che spinge in tutt’altra direzione.

Gli OLO ci chiedono:

  • una registrazione in “orizzontale”
  • l’eventuale sfondo nero, in seconda ipotesi bianco, in terza vabbeh…
  • la ripresa a mezzo busto
  • la durata non superiore ai due minuti
  • eventuali (e consigliatissime da me) riprese anche di alcuni momenti scenici, durante le prove o degli attori in remoto; anche queste non superiori ai due minuti
  • la consegna del materiale entro il 12 dicembre perché abbiano modo di lavorarci nei dovuti modi.

Ho chiesto anche ai Sulutumana di parlare delle musiche, e agli stessi OLO della scenografia. Immagino che ne deriverà un buon materiale.

G.A.

Dicembre 2020

Si conclude la prima fase del progetto Le Troiane a cura delle compagnie teatrali comasche con la trasmissione online del lavoro svolto. Il progetto vede un insieme di compagnie e attori che decide, ciascuno secondo le sue intenzioni e la sua struttura poetica, di occuparsi della messinscena de Le Troiane, con l’intento di far sentire la presenza del teatro attivo e al servizio della comunità. 

In questa data, dopo mesi di preparazione, avrebbe dovuto aver luogo lo spettacolo dal vivo. Le condizioni determinate dall’avvento covid e dalle misure sanitarie non hanno tuttavia consentito la presenza di attori e spettatori nel luogo solitamente preposto ad accoglierli. Le stesse condizioni hanno reso difficoltoso, e talora impossibile, l’incontrarsi degli attori anche in modo ristretto; si è quindi giocoforza virato su quanto la tecnologia consente di effettuare. La trasmissione online è quindi incentrata sul racconto dell’esperienza da parte dei registi delle varie compagnie, sulla narrazione delle scene trattate e su alcuni frammenti di prove che le compagnie hanno potuto effettuare, elaborando ciascun gruppo il brano di appartenenza con ampia libertà, trasparendo in prima istanza il gioco teatrale. Le Troiane da Euripide anziché Le Troiane di Euripide, quindi.

Il progetto è l’unico del genere, in quanto prevede l’intervento di numerose compagnie del territorio su un unico testo, ciascuna occupandosi di un frammento e sviluppandolo secondo la propria particolare poetica, il proprio modo di vedere e interpretare arte cultura e società. Il testo di Euripide può considerarsi a buon diritto il primo manifesto artistico della storia del teatro contro la guerra, manifesto con cui il celeberrimo drammaturgo ha il coraggio di mostrare lo scempio che le velleità belliche compiono sull’uomo, soprattutto come in questo caso sulle donne, e lo fa per così dire in tempo reale, quando cioè la propria civiltà di appartenenza, l’ateniese, ha appena compiuto i suoi misfatti in questo senso.

Svariati saranno gli accenti che ciascun gruppo teatrale vorrà porre, a seconda della propria sensibilità e della propria volontà di comunicazione. Oltre che a quello immediato e fortissimo della soperchieria assurda e assoluta sulle donne, sarà affrontato, per esempio il tema ambientale, tema che oggi è quello che deve appaiatamente al precedente preoccupare l’intero genere umano. Il primo segno in questo senso sarà determinato dalle proiezioni scenografiche che riferendosi all’incendio e alle rovine di Troia, di cui ci racconta Euripide, ci parlerà degli incendi e delle rovine che scientemente o meno gli uomini stanno perpetrando sul suolo in cui vivono e che dovrebbero invece tutelare per consegnarlo intonso alle generazioni future.

Le musiche originali sono affidate a Francesco Andreotti e ai Sulutumana, che accompagneranno anche fisicamente la scena.

Le scenografie digitali sono progettate e realizzate da Olo Creative Farm

Il progetto è a cura di TeatroGruppo Popolare.

Queste le Compagnie in ordine di entrata in scena:

  • TeatroGruppo Popolare
  • Anfiteatro
  • Collettivo danza Kun
  • Teatro in centro
  • Attivamente
  • Teatro Città Murata
  • Equivochi e Collettivo danza Kun
  • Il giardino delle ore
  • Mumble Teatro e Gaidaros Teatro
  • TeatroGruppo Popolare
  • Teatro fra le nuvole e Stefano Dragone
  • Fata Morgana e Luminanda
  • Ibuka Amizero
  • Stefano De Luca
  • Tutti gli attori e i partecipanti al progetto

G.A.

PER INFORMAZIONI: 347 6196431 o 338 1013531 o info@teatrogruppopopolare.it

progetto ECOGIO’

con il contributo di 

Fondazione Cariplo